Francesca Santucci

 

GLI  ZAMPOGNARI

 

(dall'antologia per poesie e racconti brevi AA.VV., “Parole sotto l'albero”,   Associazione ETERNA, 2018)

 

 


 

Gli zampognari erano poveri pastori che calavano giù dai monti, del Sannio, dell’Irpinia o dell’Abruzzo, per guadagnare un po’ di denaro per il sostentamento delle loro famiglie. Arrivavano a Napoli il ventinove novembre, suscitando allegria e commozione con i suoni dei loro strumenti.  Erano in due, sulle spalle portavano mantelli di pelle di capra, ai piedi calzavano ciocie, uno era più vecchio, l’altro più giovane, uno suonava la zampogna, l’altro la ciaramella. Andavano di casa in casa a fare la novena.
Entravano salutando “Sia lodato Gesù Cristo”, offrivano la “cucchiarella”, il cucchiaio di legno che avevano intagliato nelle sere dell’inverno precedente, poi, solenni, si fermavano presso il presepe: il più anziano gonfiava l’otre della zampogna, l’altro con la bocca addomesticava il becco della ciaramella finché di colpo, sgorgavano le dolci melodie pastorali.
Meravigliosi zampognari: ricordo indelebile del Natale della mia infanzia! 

 

 

 

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