Poesia presentata alla  Biennale

di Venezia - 51ma Edizione 2005-Isola dei poeti

http://www.repubblica.it/2005/f/sezioni/arte/news/poeti/poeti/poeti.html

 

 

Sole non ti riscalda, luce non ti ravviva

                                                                                                       Diu Ceres omnia loca clamoribus et querelis implevit...



Sole non ti riscalda,
luce non ti ravviva
ed il rosa del tuo volto
di pesca il lume dei verdi
tuoi occhi più non raccende.
Infine ora giaci e già forse
sotterra s’insinua e s’avanza
silenzioso come un soldato
di rapina a lacerarti fibra
dopo fibra il verme e ti corrode
la veste dell’ultima tua festa
che non hai goduto.
Non indosso il nero e non ricopro
il capo d’un velo e grani di rosario
non sgrano e non dispero e non gemo
e non vago per i campi il tuo nome
invocando. Inversa Cerere io,
Proserpina tu non sei
e non ritornerai a dispensare
i fiori della primavera.
Sei morta, o madre, ma come vedi
non piango anche se quasi mi strozzano
tutte le lacrime trattenute in gola.
E’ come dicevi: sono forte, io,
sono una dura. Sono soltanto
appena un poco pallida
ed ho questo dolore fisso
in mezzo al petto ed ho dimesso
il sorriso ed ho smesso il rossetto.

13/6/2004

Francesca Santucci

 

Dopo l'estate

Era di primavera, ed il mondo girava
per il verso giusto quando la bocca
dal primo bacio fu sorpresa e mi colse
la vertigine inattesa.

Ristetti,
a quell’amore abbarbicata,
come il convolvolo blu fiorito al muro,
come il male brutto al devastante cancro.

Già incanti sfolgoravano negli occhi,
ed i gabbiani bianchi in sospensione,
fra cielo e terra e mare, confetti mi parevano
candidi di sposa.

Poi giugno passò e luglio e agosto;
di quel bacio restò solo un ricordo,
di quell’amore (che amore non fu,
ché fu crudele) più nulla restò
dopo l’estate.

 

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