Francesca Santucci

 

SINGOLARISSIME DONNE DI NAPOLI (E DINTORNI)

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Intervista

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Album Stand della Kimerik alla Fiera del Libro di Chiari 2022.

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PREMESSA

Parthenope, Maria, Tirinella, Lucrezia, Isabella, Laura, Berardina, Giuditta, Enrichetta, Giulia,  Michelina, Gilda, Ria Rosa, Assunta, Titina, Filumena, Sophia: tra ombre e luci, passato e presente, trovano spazio in queste pagine figure muliebri reali e immaginarie, mitiche e storiche, antiche e moderne, di Napoli e dintorni, donne d’ingegno e d’arte, tutte di segno forte, combattive e combattenti, singolari per audacia e coraggio, impegno e determinazione, appassionate e volitive, capaci di ribellarsi ai modelli loro imposti e di abbracciare quelli ritenuti tradizionalmente maschili, donne che, per dirla con Ludovico Ariosto, son venute in eccellenza/ di ciascun'arte ove hanno posto cura, dunque da imitare, ma anche diaboliche o di non fulgido esempio per aver attraversato storie di criminalità (Giuditta Guastamacchia).

Spesso lontane dai rassicuranti canoni femminili delle loro epoche e anticipatrici delle moderne istanze femministe, relegate nelle ombre del passato o tuttora sfolgoranti, tutte hanno saputo ritagliarsi  spazi propri unici e incisivi, come Sophia Loren, ambasciatrice nel mondo dell’Italia e di Napoli, la mia meravigliosa città d’origine (nata nel mito di una straordinaria creatura femminile: la sirena) alla quale, attraverso le storie di queste donne singolari, ho voluto rendere omaggio.

                                                                                                        Francesca Santucci

PREFAZIONE

[...]Una città affascinante ma difficile non poteva non avere donne “singolarissime”. E così in questa ricca e vivace carrellata di donne “protagoniste” troviamo, accanto a regine ufficiali e semi-ufficiali, poetesse, eroiche combattenti che nulla avevano da invidiare agli uomini, patriote, attrici, prostitute redente, amanti passionali addirittura fino all’eccesso, ma anche streghe, sirene e diavolesse. Ma questa è solo una delle tante modalità di lettura possibili di questa densa silloge di cose partenopee.
Possiamo, ad esempio, fare una rapida incursione nella cucina napoletana oppure curiosare tra le superstizioni tipiche del popolo campano, partendo dalla formula magica pronunciata dalle streghe beneventane. E per finire col tema delle streghe, Francesca ci descrive e ci mostra il quadro del pittore napoletano Salvator Rosa – La strega – del 1646.
L’accenno al quadro delle streghe offre lo spunto per parlare anche di un’altra possibile lettura trasversale di questo racconto corale di Francesca Santucci, quella relativa alle opere d’arte, sempre presenti nei suoi scritti.
I suoi lavori sono pieni di riproduzioni d’opere d’arte, ovviamente corredate da puntuali notizie storiche ed esegetiche, e non mancano neppure i materiali iconografici a completamento delle diverse descrizioni di fatti e personaggi, a partire dall’immagine di copertina del libro di Filippo Palizzi, Filomena, contadina che contempla in vetta a un ciglio (1864).
Queste sono solo alcune indicazioni su quello che il lettore potrà trovare nel libro, un libro non solo da leggere, ma da assaporare.
E per chi volesse approfondire gli argomenti trattati, ogni capitolo è corredato da un’esauriente bibliografia.[...]
 

Pier Giorgio Cavallini

POSTFAZIONE

 

[...]Tra i primati che può vantare Napoli, di sicuro c’è quello di capitale della canzone. Melodie immortali come “‘O Sole mio”, “Santa Lucia”, “ Funiculì Funiculà” , sono conosciute e cantate in tutto il mondo. Nello sterminato repertorio della produzione canora partenopea, le canzoni dedicate alle donne occupano uno spazio importante. Inni alla bellezza femminile, storie di passioni e tradimenti, abbandoni e gelosie, estasi d’amore e strazianti struggimenti puntellano una produzione fertilissima.
Le antichissime “Fenesta ca lucive”, e “Fenesta vascia”, narrano, entrambe, storie drammatiche di amori infelici; la bella e famosa “Te voglio bene assaje” esprime, tutto il dolore di un innamorato respinto dalla donna amata, e, ancora, la bellissima “Bammenella” di Raffaele Viviani, ritratto intenso e drammatico di una donna di vita dei “Quartieri Spagnoli” di Napoli, e così tante altre che sarebbe impossibile elencare.
Ammaliatrice o accogliente, crudele o generosa, tanti i volti di Napoli e delle sue donne. Francesca Santucci, in questo suo nuovo lavoro,  “Singolarissime donne di Napoli (e dintorni)” , ha voluto offrire una carrellata nei secoli di donne partenopee (e del sud in generale), appunto, singolari,che spesso hanno esulato dagli stereotipi femminili, distinguendosi  per intelligenza, coraggio, caparbietà. Le loro vicende continuano ad ammaliare, proprio come il canto dell’antica sirena.

Bruno Brillante,

 

 

 

Indice

 

Prefazione di Piergiorgio Cavallini

 

  1. Napoli:la città della sirena
  2. Parthenope: la sirena dal volto verginale
  3. Maria Puteolana bellicosissima femina
  4. La Janara e le altre
  5. L’amore tragico di Tirinella
  6. Lucrezia D’Alagno:la dama del re
  7. Isabella Del Balzo: l’ultima regina aragonese
  8. Laura Terracina poetessa
  9. Santa Maria del Parto: il diavolo è donna
  10. Berardina Pisa moglie di Masaniello
  11. Il delitto di Giuditta Guastamacchia
  12. Enrichetta e Giulia Caracciolo: patriote e femministe
  13. Michelina De Cesare patriota del sud
  14. Gilda Mignonette regina degli emigranti
  15. Ria Rosa non solo sciantosa
  16. Assunta Spina:donna di passione e d’onore 
  17. Filumena Marturano: la più cara delle creature di Eduardo
  18.  Sophia Loren: ambasciatrice di Napoli e d’Italia nel mondo

 

Postfazione di Bruno Brillante

 

 

 

 

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