
Francesca Santucci
MADRE
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A mamma Gianna Candidi sono ora i suoi capelli, laghi d’ombra gli occhi, una ragnatela di rughe disegna il suo bel viso che il peso del pianto ben conosce.
Un ricamo di vene sono le sue mani, rami antichi e sapienti, che sanno la cura e la grazia sottile di una carezza che nulla ha mai chiesto in cambio.
Il mondo nel suo tramonto ora accoglie, il suo sguardo al passato rivolto. Le ore per lei non sono battiti di orologio, ma pesi invisibili portati sulle spalle che mutano il dolore in una lingua muta.
E ripensa ai tanti affanni che il suo cuore di madre ha sopportato, ai lunghi travagli mai per lei finiti. Ogni colpo ricevuto è diventato ferita, nella sua carne marchio a fuoco incisa.
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