
Forse l’oblio non scende a portar pace
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Forse l’oblio non scende a portar pace
ed ancora gridano i morti i loro morti sogni.
Non so dove loro abbiano pace,
forse inquieti nelle culle di legno
ancora sognano ed urlano agli sconfinati
spazi sovrumane urla che orecchio
umano intendere non può. Eppure
talvolta pare che dal profondo della notte
nera lamenti laceranti vivi si odano
vividi più dei brillii degli astri
E soffio non è di vento di bufera,
né stridio di gabbiano in pena
sopra il mare in burrasca o canto
triste di smarrita sirena: è la voce
dei morti che sussurra al mondo
che l’anima vagabonda ancora sopravvive.
("Biblioteca dell'inedito", edizioni Il filo, 2004)
