Francesca Santucci

NON TI TEMO VENTO CRUDELE

 poesia ispirata ad Emily Brontë

(classificata al II posto nel Concorso letterario De Leo-Brontë 2014)

 

 

Robert McGinnis (3 febbraio, 1926 ) - Wuthering Heights
 

Sono felice quando più lontano
posso portare l’anima mia dalla sua casa di creta,
in una notte di vento […]

(Emily Brontë, Sono felice quando più lontano)

 

Non ti temo vento crudele, che gelido e potente di bufera,

nei lividi mattini, nelle tenebrose notti,

selvaggio ruggisci. Cupo come le fole di Tabitha,1

furioso fra le colline turbinando

a valle discendi, la quiete delle rocce eterne

e dell’erica superstite di Haworth in solitaria distesa

a violentare. Subdolo frusciando

i miei polmoni insidi recando impetuoso

Morte e Vita, ché insieme libertà mi porti.

 

Prigioniera fra le lande di Gondal2  brumose,

in fantasia Geraldine3 mi fingo. Tu sei il mio cavaliere,

il principe di Angora,4  venuto a liberarmi dall’incanto.

Le mie catene sciolte, rianimata, in groppa al tuo destriero

ora galoppo. E rifiorisce nella brughiera il croco,

e rinverdisce il ramo dal gelo annerito,

e dove prima tacevano i trilli delle allodole,

e i cori, dei tordi e dei fringuelli, ora è concerto di gioia,

risonante alto nella brughiera, sgombro di nubi il cielo.

 

Non ti temo vento crudele, che nella mia vita solitaria

irrompi. Tu che sotto l’implacabile sferza persino le cime

più alte degli abeti sibilando pieghi,

quando al di là dei crinali dei Pennini5

in vortici tempestoso confondendo sbuffi,

sei la mia fonte invisibile di felicità.

Tranquilla fra le tue braccia m’abbandono,

e sogno, e il tuo ululare nella notte nera m’è cantilena

di cantore dolce, che l’animo affannato riconsola.

 

 

Motivazione

Il dialogo tra Emily Brontë e il vento, basato su un rapporto ambivalente di odio e amore, rimanda all’eterno conflitto passionale contenuto nel suo grande romanzo sublimandone l’ispirazione creativa. Particolarmente dotto l’impianto narrativo e notevoli i riferimenti biografici.

Maddalena De Leo

 

 

1) Tabitha Aykroyd, “Tabby”, la domestica, di origini irlandesi, di casa Brontë, instancabile narratrice di favole, saghe nordiche, leggende popolari del folklore locale (elfi, gnomi, fate, streghe, fantasmi, spiriti) e superstizioni dello Yorkshire.

2) Gondal è l’isola immaginaria concepita da Emily e Anne Brontë.

3) Geraldine (Augusta Geraldine Almeda), moglie o amante di Julius Brenzaida, principe di Angora, imperatore di Gondal e Gaaldine, incoronata regina di Goldan dopo averlo tradito.

4) Julius Brenzaida è il principe di Angora, imperatore di Gondal e Gaaldine, che poi morirà, amato dalla regina Geraldine.

5) La Pennine Chain (la Catena dei Pennini), la spina dorsale dell’Inghilterra, è un sistema di montagne e colline di modesta altezza.

 

 

http://www.francescasantucci.it/articolinotiziariobronte.htm

 

 

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